La maggioranza si ferma a 308. Berlusconi al Colle
L'Aula della Camera ha approvato il Rendiconto generale dello stato con 308 voti favorevoli e un astenuto. Le opposizioni erano in Aula ma non hanno preso parte al voto. Il governo era stato battuto sullo stesso argomento l'11 ottobre scorso.

Dopo la votazione il premier, Silvio Berlusconi, è rimasto per qualche minuto seduto ai banchi a controllare i tabulati. Gli 11 deputati di area centrodestra che non hanno partecipato al voto sono Roberto Antonione, Fabio Fava, Gennaro Malgieri, Giustina Destro, più Alfonso Papa, attualmente agli arresti domiciliari, del gruppo Pdl. Assenti anche gli esponenti del gruppo Misto Calogero Mannino, Giancarlo Pittelli, Luciano Sardelli, Francesco Stagno, D'Alcontres e Santo Versace. Si è invece astenuto Franco Stradella, del Pdl. Gennaro Malgeri, presente in Aula ma irreperibile al momento del voto, si è scusato per non aver partecipato al voto e ha detto che avrebbe sostenuto la maggioranza.
Sospesa la seduta, Berlusconi si è riunito con il leader della Lega, Umberto Bossi. Nella sala del governo di Montecitorio poco dopo è arrivato anche il ministro dell'Economia, Giulio Tremonti, lo stato maggiore del Pdl e i capigruppo della Lega di Camera e Senato, Marco Reguzzoni e Federico Bricolo. Il premier salirà intorno alle 18,30 al Quirinale. Secondo fonti della maggioranza Berlusconi però non andrà a rassegnare le dimissioni ma per un confronto dopo il volto di oggi.
La prima dichiarazione ufficiale dell'opposizione dopo il voto viene dal segretario del Pd, Pier Luigi Bersani, che ha detto: "Rassegni le dimissioni. Se non lo fa le opposizioni considereranno iniziative ulteriori perché così non possiamo andare avanti". Il ministro della Difesa, Ignazio La Russa: "Nessuno sottovaluta il voto di oggi, ma capisco che non ci siano state scene di giubilo perché l'opposizione sa bene di avere ancora numeri inferiori".
Sospesa la seduta, Berlusconi si è riunito con il leader della Lega, Umberto Bossi. Nella sala del governo di Montecitorio poco dopo è arrivato anche il ministro dell'Economia, Giulio Tremonti, lo stato maggiore del Pdl e i capigruppo della Lega di Camera e Senato, Marco Reguzzoni e Federico Bricolo. Il premier salirà intorno alle 18,30 al Quirinale. Secondo fonti della maggioranza Berlusconi però non andrà a rassegnare le dimissioni ma per un confronto dopo il volto di oggi.
La prima dichiarazione ufficiale dell'opposizione dopo il voto viene dal segretario del Pd, Pier Luigi Bersani, che ha detto: "Rassegni le dimissioni. Se non lo fa le opposizioni considereranno iniziative ulteriori perché così non possiamo andare avanti". Il ministro della Difesa, Ignazio La Russa: "Nessuno sottovaluta il voto di oggi, ma capisco che non ci siano state scene di giubilo perché l'opposizione sa bene di avere ancora numeri inferiori".